The Wolf Of Wall Street: recensione in anteprima del film di Scorsese

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“The Wolf Of Wall Street” (leggi le nostre notizie a riguardo), uscirà nelle nostre sale il 23 gennaio e dopo il non apprezzatissimo “Hugo Cabret” del 2011, Martin Scorsese torna alla regia con protagonista un ottimo cast nel riadattamento cinematografico del libro autobiografico di Jordan Belfort. Leonardo di Caprio è l’ex-broker di Wall Street finito in prigione a seguito di alcune truffe finanziarie…

The-Wolf-of-Wall-Street leonardo di caprio recensione anteprimaJordan era un ragazzo cresciuto dalla classe media americana che, dopo il suo primo lavoro a Wall Street in grado di fargli conseguire l’abilitazione a lavorare come broker, capisce di volere di più dalla vita: il benessere che deriva da un’enorme quantità di denaro. Dopo aver conosciuto il suo mentore, un uomo senza scrupoli che gli trasmette la sua personale “morale” con la quale conduce il suo lavoro, il protagonista perde il suo candore diventando uno dei migliori imbonitori in campo finanziario…Chiunque parli con lui, inizia a fidarsi della sua visione e da questa fiducia arrivano i primi soldi.

Non è più importante fare il bene del proprio cliente, l’unica cosa che conta è guadagnare per sé stessi; sempre di più. Decide così di creare qualcosa di suo e inizia ad addestrare alcune persone nel seguire il copione che lui stesso ha creato per convincere gli investitori. Così nasce la Stratton Oakmont. Questa società diventerà in breve tempo una “boiler room”, ovvero un centralino telefonico che propone dubbi investimenti, e trasferirà i suoi uffici nella via del commercio di New York…Il passo successivo è accaparrarsi l’esclusiva per la quotazione in borsa di un’enorme società; da quel momento i guadagni saranno esponenziali…I problemi verranno quando gli eccessi smodati, chiederanno i loro tributi.

Scorsese ci regala una pellicola che ha dell’eccezionale. Non solo perché nonostante duri quasi 3 ore non se ne senta il peso, ma perché riesce a creare una commedia avvincente che intrattiene, ci incolla allo schermo e ci fa ridere di avvenimenti veramente grotteschi. Un film basato su una vita fatta di eccessi. Eccessi nel sesso, nella droga, nell’alcohol e nell’acquisizione di soldi insieme al potere potevano essere raccontati in vari modi. Si poteva scrivere una sceneggiatura in grado di farci percepire la morale “del fare la scelta giusta” o una in grado di incitare al conformismo delle regole…Martin invece crea una commedia cinica e sarcastica, aggiungendoci il suo talento.

Non siamo rimasti impressionati da Leonardo di Caprio. Non perché non ci sia piaciuta la sua interpretazione, ma perché ormai sappiamo il grande attore che è diventato e in questo suo quinto appuntamento con Scorsese si conferma, facendolo nel modo migliore. Siamo convinti che già l’anno scorso Leo avrebbe dovuto portare a casa l’Oscar (NDR: il monologo di oltre 10 minuti all’interno di “Django Unchained” è ancora ben stampato nelle nostre retine), ma questa volta la sorpresa migliore ce la regala Jonah Hill. Sarà anche stato considerato il “fidanzatino d’America”, ma già da “This Is The End” avevamo notato in lui qualcosa di particolare nell’interpretare un ruolo “corrotto”…sarà una spalla perfetta per il protagonista e non potrete rimanere delusi da questo duo mentre incrociamo le dita affinché vinca lui l’Oscar per il miglior supporting actor.

Ben poco altro si può aggiungere senza sminuire a parole l’ottimo lavoro portato a schermo mentre vogliamo sottolineare, probabilmente in maniera negativa solo per l’impressione che si ha dopo averlo vissuto, il cambio radicale che avviene verso il termine del film. Se per oltre due ore e mezza ci regala divertimento su divertimento (NDR: se come noi siete amanti del dark humor) per le scelte di vita eccessive compiute dai protagonisti, gli ultimi minuti ci piombano addosso come un mattone in faccia. Solo in quel momento abbiamo realizzato quanto effettivamente fosse durata la pellicola e per questo motivo gli diamo una connotazione negativa, nonostante sia apprezzatissimo il gesto del maestro. Scorsese non ci vuole raccontare cosa sia giusto o sbagliato, ma ci fa vedere che alcune scelte hanno delle conseguenze…e delle peggiori.

Wolf_Of_Wall_Street_recensione anteprimaIl premio HDmagazine lo dovrebbe vincere Jonah Hill senza secondo indugio, ma lo vogliamo premiare con una statuetta dell’Academy Awards (NDR: sperando che i giudici siano della nostra stessa opinione). Eleggeremo a figura o momento topico l’incontro tra Jordan e il bancario Svizzero. Per evitare troppi spoiler non andremo oltre, ma quando inizierete a vedere una scena in cui i due attori si sorridono guardandosi in faccia, mentre i dialoghi proseguono con i loro pensieri…in quel momento sappiate che il cinema è tremato perché “qualcuno” è scoppiato a ridere in maniera fin troppo sguaiata!

  • Simone Fiorindo

    Leo meritava l’Oscar