The Grand Budapest Hotel recensione: una nuova perla

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Quando si ha modo di poter intitolare un proprio articolo “The Grand Budapest Hotel recensione” (leggi le notizie relative al film) per poter discutere del nuovo appuntamento cinematografico di Wes Anderson, bisognerebbe andar a sciacquare i panni in Arno. Avendo a disposizione al massimo l’Idroscalo o uno dei Navigli, ci siamo accontentati di farlo nella vasca del nostro bagno; sperando sia stato sufficiente.

Il regista lo conosciamo bene. Il cast comprende Ralph Fiennes, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton e molti altri grandi nomi…dobbiamo veramente trovare un modo ulteriore per convincervi nell’andarlo a vedere?

In caso servisse, sarà la nostra sacra missione!

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Come ogni storia degna di essere raccontata, il Grand Budapest Hotel avviene nel passato. Un passato magico in una nazione prossima al conflitto. Il protagonista è il concierge di questa stimatissima struttura alberghiera con una passione per le donne bionde, di classe, ricche, che soffrono di solitudine e squisitamente anziane.

M. Gustave H. è l’impersonificazione di una tipologia di uomo che sta ormai morendo a causa del cambio di secolo. Nonostante l’Hotel sia nel vivo delle sue attività, la sua figura non è più riscontrabile in nessun altra persona. Al suo fianco, nell’avventura che lo vedrà protagonista, ci sarà Zero; un giovanissimo immigrato con il sogno di fare il Lobby Boy (ragazzo di fatica) all’interno del prestigioso Grand Budapest.

La vicenda che stravolgerà le loro vite prende atto quando una delle amanti del discreto Gustave viene trovata assassinata. La ricchissima donna ha dato disposizioni per le sue ultime volontà e il suo “amico” è diventato proprietario di un quadro di inestimabile valore. I parenti, e la famiglia allargata, non vedono la cosa di buon occhio e il recente assassinio getta ombre di dubbio sulla figura che lavorava all’interno dell’Hotel.

Inseguimenti, fughe rocambolesche e la grande comicità di Wes ci mostreranno qual’è la verità celata dietro questo scabroso avvenimento.

Come definire uno dei nostri registi preferiti? Wes è un maniaco della forma, dei colori e con un gusto comico così fine da riuscire a scatenare risate anche con i più piccoli dettagli. Capiterà molto spesso di rimanere impressionati dalla simmetria all’interno di alcune scene: questo è il suo marchio di fabbrica. Una regia eccellente che sposa inquadrature in grado d’incantare…con il suo tocco da “maestro delle risate”.

Il suo nuovo appuntamento cinematografico non è assolutamente da meno. Dovendo cercare di fare i puntigliosi, abbiamo trovato nel film un tono fin troppo sboccato. Molte scene scatenato l’ilarità per l’uso di termini molto coloriti; una cosa che non ci saremmo aspettati da lui. Non vogliamo ergerci a difensori di una moralità che non ci appartiene (NDR: cazzo, merda, fica, culo, tette, stronzo, troia, pompino, gnocca, puttana, rotto in culo, frocio, Barbra Streisand!), ma l’abbiamo trovato abbastanza fuori luogo per il tono magico disegnato dal regista. C’è d’ammettere che viene sapientemente dosato, ma rimane una cosa che avremmo voluto fosse tenuto fuori da questo “suo genere”.

Quasi completamente assente la malinconia che fuoriesce da ogni sua opera; nelle scene del passato, tutto è votato ai colori, alla comicità e all’azione. La struttura del film è facilmente riconoscibile perché viene dato un formato diverso a ogni periodo storico in cui le scene proposte prendono vita (NDR: 1.33, 1.85 e 2.35), ma è il passato del concierge a coprire la narrazione più lunga…ed è questa che consideriamo principale e assolutamente vincente. L’unico accenno alla tristezza viene dato al passato più recente e all’inevitabile termine del film.

“Un caleidoscopio di attori che seguono la magica storia di un tipo d’uomo ormai scomparso.”

harvey_keitelIl premio HDmagazine è difficilissimo da eleggere questa volta. La sparatoria che meno ha senso nella storia del cinema o il numero elevatissimo di comparsate di grandi attori? Tra le due alla fine abbiamo voluto dare un volto e premiare tutte quelle persone che hanno assecondato la genialità di Wes, concedendogli anche solo pochissimi secondi nel suo nuovo film. Tra tutti questi attori, sicuramente il premio lo vince Harvey Keitel nel ruolo del suo compagno di cella…Un criminale di altri tempi come non se ne vedevano da anni in sala!